lunedì 30 marzo 2020

Ritorno al ricamo intaglio

 Era da un bel pò di tempo che non scrivevo sul mio blog, impegni straordinari di famiglia mi hanno tenuta grandemente impegnata, ma in questo periodo di obbligo a rimanere a casa ho tutto il tempo di dedicarmici di nuovo.

Sistemando cose nel mio laboratorio ho ritrovato questo ricamo dimenticato e mai finito, talmente tanto vecchio che è sparito adirittura il disegno. Così mi è venuta  voglia di finirlo.  
L'ho rifatto ad occhio anche perchè chissà dove è andato a finire il disegno originale.
 E' da tanto tempo che non mi dedicavo più a questa tecnica, ma si dai merita finirlo!

 E lavorando  ho terminato il filo Anchor n. 25 argh Per fortuna ho delle scorte che tenevo per fare un corso di ricamo intaglio, dispensa, filo, ago e stoffa compresi, non ho mai trovato nessuno interessato. 




Mi auguro solo che il giallo assunto dal filo vecchio andrà via col lavaggio. Sperin ben
E mi è venuta anche in mente una persona che io credevo amica. Dopo averle rinnovato restaurando completamente due centrini con le barrette tutte rotte, ho chiesto un compenso per il mio lavoro, mi ha risposto " che bello sembrano nuovi, ne ho altri sai ma non te li darò perché vuoi troppi soldi". ( Ci ho fatto la spesa di un giorno con quei soldi)

E certo mica è un lavoro questo saper fare...vuoi che ti insegno ? Cosi risparmi?

No no, non ho tempo per ste cazzate, tu lo sai fare, credevo me lo facessi gratis. 😲😡

Quel che si dice aver oro nelle mani ma che non ha nessun vero valore, almeno per chi non apprezza e di questo genere di persone mi son distaccata e il vento è cambiato. Mi viente in mente la nonna che mi diceva "se ti fai pecora il lupo ti mangia".

Vi prego, ricredetevi sull'artigianato, perché chi sa fare lo sa fare per passione e perché si è fatto un culo grande così per imparare, migliorarsi e mettersi ogni volta alla prova, sbagliando e rifacendo finché non ne era soddisfatto.
Se le fabbriche dovessero chiudere ci sarà bisogno di saper fare. Ce ne stiamo accorgendo proprio in questo periodo, bloccati tutti a casa per un virus, e bloccata anche l'economia....ecco perchè non tutto il male viene per nuocere, forse ci sta insegnando un sacco di cose, ci fa vedere le vere priorità.

Ma torniamo al mio lavoro che nel frattempo ho finito, ho deciso di dare un po' di colore con della seta celeste e aggiungendo delle piccole perline dello stesso colore, il mio colore. Poi l'ho messo in ammollo con perborato e sapone di marsiglia e.....il giallo è sparito! E' diventato tutto bello bianchissimo...menomale!

Non mi restava altro da fare che aggiungere le ultime perline e liberarlo dalla stoffa ritagliando con le forbici...il momento più bello di tutto il lavoro.

Ho già qualche idea sul come utilizzarlo ma questa sarà un'altra storia.




domenica 29 dicembre 2019

LA PAZIENTE SILENZIOSA

Ultimo libro letto per quest'anno, un thriller strepitoso!






La paziente silenziosa
Di Alex Michaelides
La quarta di copertina ci racconta:
Alicia Berenson sembra avere una vita perfetta: è un'artista di successo, ha sposato un noto fotografo di moda e abita in uno dei quartieri più esclusivi di Londra. Poi, una sera, quando suo marito Gabriel torna a casa dal lavoro, Alicia gli spara cinque volte in faccia freddandolo. Da quel momento, detenuta in un ospedale psichiatrico, Alicia si chiude in un mutismo impenetrabile, rifiutandosi di fornire qualsiasi spiegazione. Oltre ai tabloid e ai telegiornali, a interessarsi alla «paziente silenziosa» è anche Theo Faber, psicologo criminale sicuro di poterla aiutare a svelare il mistero di quella notte. E mentre a poco a poco la donna ricomincia a parlare, il disegno che affiora trascina il medico in un gioco subdolo e manipolatorio.

Mi ha tenuto col fiato sospeso per tutta la durata del libro, ero convinta che non fosse stata lei ad uccidere il marito, e chi è stato allora?? Non ve lo dico neanche sotto tortura, leggetevelo! Merita! Porca miseria se merita! Non ci arriverete mai!
Un thriller degno di nota, degno di menzione e di applausi scroscianti!!!! Una trama che rasenta la follia ma molto molto ben architettato, con una fine che lascia davvero allibiti. Se vi piacciono i triller psicologici allora fa per voi.

  E mi sa che è l'ultimo libro di quest'anno, ne ho due da finire e ancora qualche serata a mia disposizione ma dubito che riuscirò a finirli e così come ogni anno tiro le somme e vedo che ho letto
44 libri per la bellezza di 14297 pagine, la statistica che mi piace fare ogni anno perchè mi diverte e no, non sono in gara con nessuno, mi diverte e basta.

Nel frattempo però ho letto anche altri libri davvero belli e che mi hanno entusiasmato perciò farò altri post per consigliarli

domenica 3 novembre 2019

Aquileia, prima edizione di Gaudeamus 2019: tradizioni, enogastronomia, giochi, storia e cultura

E' appena terminata  la prima edizione di Gaudeamus, un evento nato con l'intento di far conoscere le prelibatezze gastonomiche, i pregiati vini e le aziende, grandi e piccole, di artigianato o contadine di questo territorio così ricco di storia e di cose buone  della bassa pianura friulana che è, appunto, Aquileia. 
Io ci sono stata, collaborando come avviene da un po', con la "piccola Fattoria Cumugnai" di Alessio Sverzut e di Catia Bernardis portando gli animali della fattoria, la produzione della lana delle piccole ma preziose e soprattutto coccolone pecore D'oussant, la trattura della seta e la storia dei bachi da seta che Alessio ricomincia ad allevare. Il nostro intento è quello di riprendere una attività che sembra scomparsa ma non lo è, per produrre filo e usare i bozzoli in cosmesi come già facevano da secoli chi è venuto prima di noi.
La giornata di sabato è iniziata con una piccola transumanza di tre asini ed una cavalla dalla fattoria fino a dove si svolgeva l'evento. Ho visto arrivare, io stavo già li a preparare il nostro gazebo con i banchetti, uno stuolo di ragazzini sorridenti e felici di aver passeggiato con questi splendidi animali. Il sorriso stampato in faccia e la serenità che trasmettevano è stata una delle cose più belle, di quelle che ti riempiono davvero il cuore.
Poi la giornata è continuata tra un acquazzone e l'altro ma c'è stato tempo anche di giocare con tutti gli animali e di assaggiare cose davvero buone come la polenta rossa, il mais Ros ( ha i chicchi di mais rossi scuro ed è tipica della zona di Aquileia) e uno spezzatino di cinghiale da leccarsi i baffi! Una bontà speciale davvero!

Ma ecco alcune foto che mi auguro vi possano far capire la bellezza dello stare a contatto con animali e i bimbi, grandi e piccini.


 gli asini Lucio, Gigetto e Cleo



e i pastori Lagorai; Asso, Stracciatella, Cati e Odino
Una allegra dolcissima banda, li adoro!


 le pecore d'oussant Achille Penelope e la piccola Diana
Achille (che è quello di color più chiaro) è un gran furbaccione! vuole un sacco di coccole e se non gli fai i grattini si fa capire bene che li vuole dandoti dei colpi con la testa!


 i nove pulcini di galline di razze miste ma stavano al calduccio sotto alla piastra e uscivano solo per mangiare ma li sentivi pigolare forte
 il dolce Gigetto

due conigliette che si facevano accarezzare molto volentieri dai bimbi pure loro
 Ed ecco la cavalla Cloe che ad un certo punto ha iniziato a comportarsi in modo strano, poi abbiamo capito perchè si annoiava ma quando ha smesso di piovere e sono tornati i bambini è stata felice di farli scorazzare in giro per il recinto!

Inoltre abbiamo incontrato tanti amici e persone nuove che ci sono venuti a trovare come la cara Cristina Ravara Montebelli e suo marito, lei gestisce la pagina su fb "Seta Silk Serico" e sono venuti apposta a conoscerci perchè non è da tutti essere così pazzi da allevare bachi da seta o autoprodursi la lana! E' stato davvero un bel ed interessante incontro anche perchè lei è una archeologa....era da star li ore a parlare! bhe, intanto ci siamo conosciuti, poi sicuramente ci saranno altre occasioni di rincontrarci.

Dovevamo essere presenti anche oggi, domenica, ma le condizioni atmosferiche decisamente avverse hanno fatto decidere ad Alessio che era meglio riportare gli animali in fattoria  e, di conseguenza, non essere presenti anche oggi, peccato! 

venerdì 18 ottobre 2019

MORENO ROSSI ED IL MONDO PHREMA


Ho incontrato Moreno Rossi nel 2015 e in questi anni ho imparato a conoscere lui ed il suo mondo. Ora vorrei presentarlo a voi. 

Moreno Rossi

Moreno è un viaggiatore nel corpo e nello spirito, il suo percorso all’interno del mondo del tessile e del tappeto è iniziato quasi vent’anni fa con lo scopo di studiarne le simbologie.
Ha viaggiato tanto per sperimentare sul campo quanto studiato sulla carta ed apprendere sempre di più. Tra le prime mete India e Turchia e a seguire tanti altri luoghi indimenticabili che hanno alimentato e accresciuto la sua passione per il mondo del tessile. Questo suo vagabondare lo ha portato a conoscere tutti i processi artigianali e ad approfondire le sue conoscenze nel campo dei filati creati dalle popolazioni dei luoghi che ha visitato.


Nel 2016 organizza un viaggio in Nepal. È stato un viaggio di gruppo “padri e figlie” che l’hanno condotto nella valle di Katmandu dove, oltre all’omonima città, ha visitato anche le città di Patan e Bhaktapur. I suoi passi l’hanno guidato al di fuori delle solite rotte turistiche per conoscere gli artigiani locali che tramandano il loro sapere di generazione in generazione: filatori, annodatori, tintori... Mani esperte e sapienti che, ripetendo antichi gesti, creano opere uniche e di gran pregio.
Ha incontrato anche gente comune entrando nelle loro case, vivendo il loro quotidiano e condividendo il loro semplice cibo.
Da questo viaggio è ritornato arricchito umanamente, oltre che professionalmente, e con l’idea di avviare una collaborazione con gli abili Maestri artigiani incontrati per creare una sua linea di tappeti personalizzati, con disegni e colori su richiesta, e allo stesso tempo dare, grazie al lavoro svolto in sinergia con la gente del luogo, un aiuto concreto al popolo nepalese.

La sua idea includeva anche l’importazione dei filati usati tradizionalmente dalle popolazioni del luogo: le caldissime lane di pecora che vivono nella catena Himalaina e di Yak, ricche di lanolina e particolarmente adatte alla creazione di stuoie e tappeti, tutte lane temprate dalla vita in alta quota degli animali. E poi ancora ortica, juta e canapa, tutti “doni della natura” che andrebbero riscoperti.


Le lane importate dovevano essere cardate (o pettinate) e filate rigorosamente a mano, tinte con coloranti vegetali o minerali: in questo modo le tradizioni della filatura Nepalese e delle popolazioni di origine tibetana non sarebbero andate perse.




Il destino, il fato, o se preferite il karma, ha rallentato il suo progetto ma Moreno non si è arreso e così nel 2019 è nata Phrema, la sua azienda, che si dedica con passione e amore all’importazione di filati e alla creazione di tappeti personalizzati dalle caratteristiche uniche.

Ora il suo viaggio continua. Entra nel G.R.E.A.T. (Gruppo di Ricerca Ecosostenibilità Attività Tessili), creato dall’Enfap di Gorizia con il sostegno della regione Friuli Venezia Giulia, per promuovere lo studio, lo sviluppo e la creazione del tessile ecosostenibile.

Se volete saperne di più visitate il sito:  www.phrema-design.com
 la sua pagina FB. @phremadesign  oppure la sua pagina instagram: phrema-design



Moreno and the World of Phrema

I met Moreno in 2015 and over time I got to know him and his own world. And now I would like to introduce him to you.
He is a passionate traveller with a strong spirit of adventure. He has always been passionate about handicraft and antique trade and this passion began when he decided to study the meaning of rugs of symbols and motifs. It has been almost 20 years.
He has travelled a lot since absolutely needed to see for himself what he has already studied and increase his knowledge on professional issues. He visited India and Turkey and other amazing places which inspired him and allow him to expand his knowledge.
In 2016, he left for Nepal where visited Katmandu, Patan and Bhaktapur. He knew lots of artisans and experts and learnt from them the major elements of the creation process and the techniques handed down from generation to generation. Expert hands which create unique goods.
He met local people and spent some time with them as well, as a real traveller and not just a tourist. In fact, you're never going to know a place as intimately as the people who live there. These experiences enriched him, both personally and professionally.
He came back and decided to collaborate with the master artisans he had known to explore the endless possibilities of rug design and with custom and bespoke service. Thanks to these collaborations and his job, he wanted the help the population of Nepal as well.
He wanted to import yarns traditionally used by the local people as the beautiful Bhyanglung sheep wool and the yak wool with their high-lanolin content (perfect to create rugs), and the Chyandra goats cashmere. He also chose nettle, jute and hemp, real nature's treasures that should be rediscovered.
The imported wools should have been hand-carded (or combed) and hand-spun. Then Moreno chose vegetal and mineral dyes and not chemical ones in full respect of the tradition.
But destiny, fate (or maybe karma) slowed down his project and changed his travelling companions. Moreno didn't give up a single run and in 2019 he finally founded his own company, Phrema, which is specialised in the import of yarns for the textile industry and in bespoke rugs.
And his journey goes on. He joined G.R.E.A.T. (research group regarding the environmental sustainability in the textile industry), created by the Enfap Association of Gorizia to promote the environmental sustainability in the textile industry.

If you would like to learn more, please visit his website:  https://www.phrema-design.com/
His Facebook page @phremadesign or Instagram profile phrema-design


lunedì 30 settembre 2019

La casa senza finestre

"La casa senza finestre" di Nadia Hashimi
È il quarto libro della Hashimi che leggo e per la quarta volta è una conferma di quanto mi piace questa scrittrice di origini afgane. riesce a scrivere e raccontare delle donne afgane e di come vengono trattate dopo i talebani e lo fa in modo gentile, pur trattando argomenti terribili, lei invece lo fa in modo leggero e sublime, dando voce ai fatti e alle donne che si ribellano al patriarcato e a tutto ciò che ne consegue.

In questo libro racconta la storia di Zeba e della sua famiglia, un marito e quattro figli, un maschio primogenito ormai grandicello e delle tre figlie la più piccola di un anno o poco più ancora in allattamento, figli che le sono portati via e che non può più vedere . Lei ama la sua famiglia e pure suo marito anche se negli anni l' amore è sparito e ha lasciato il posto ad un uomo scontroso e violento. Il tutto comincia quando lo trova morto ammazzato nel giardino di casa, lei è confusa e spaventata, tanto che si ritrova inginocchiata sporca del suo sangue e non ricorda niente. Viene accusata di omicidio e portata in prigione di Chil Mahtab, quaranta lune, "la casa senza finestre" appunto una prigione per solo donne il tempo minimo che una donna condannata deve passarci. Un posto dove finiscono le donne come Zeba, dietro le quali gli uomini nascondono la propria debolezza; o quelle troppo pericolose, che non stanno zitte; o, ancora, quelle la cui vita è stata rovinata in nome di un onore che non appartiene a nessuno, di sicuro non agli uomini. Con loro, Zeba stringerà amicizie e legami: perché c'è più aria nella casa senza finestre che nel mondo là fuori. Ma incontra un giovane avvocato deciso a difendere le donne e a seguire la legge che c'è ma viene travisata. E nel contempo ritrova il suo passato. Riusciranno a salvarla da una decapitazione certa? Non ve lo dico neanche morta, leggetevelo! Merita davvero!

martedì 10 settembre 2019

E SI SFERRUZZA !

E  finalmente le temperature sono scese! In agosto con quel caldo pazzesco non riuscivo proprio a lavorare col filo e mi son presa una piccola pausa e ho appofittato per leggere parecchio.

ora però si sta divinamente!

e il mio caro maritino mi ha beccata in un momento di ferruzzo estremo

Cosa sto facendo? una maglietta per me, in cotone, che in realtà doveva essere finita da un bel pò ...


La sto lavorando in top down con ferri n, 3 e del bellissimo cotone turchese!
Adoro il turchese, mi mette calma e mi da una bellissima sensazione di freschezza, proprio come i torrenti di montagna. Il nostro fiume Fella ha proprio questi colori.
Dovrei averne in abbondanza anche per farmi un golfino da usare in abbinamento!
Se non basta ci aggiungerò del bianco o del beige.
Avanti tutta prima che arrivi l'inveno !

lunedì 9 settembre 2019

I PASSI CHE CI SEPARANO

 

"I passi che ci separano"
di Marian Izzaguirre

Romanzo ambientato a Trieste, la mia Trieste, negli anni '20 ma attraversa tutto il secolo con salti temporali e facendoci conoscere tre generazioni. La scrittrice, spagnola, riesce a parlare di Trieste e della nostra amata Bora in modo sorprendentemente preciso! E i ricordi dell'uomo protagonista assieme al suo amore di gioventù, si mescolano con i miei! Un grande amore , nato " per caso" in un giorno di Bora, un violoncello, quello del marito di lei, fu galeotto. Da li parte una storia d' amore intensa e problematica ma che vince anche di fronte al periodo più buio, quello fascista. Lei si troverà a dover rinunciare, e non abbandonare, come poi verrà spiegato proprio a questa figlia diventata in seguito adulta, perché lui in un viaggio di comiato vorrà tornare sia a Trieste che in Slovenia...a dir la verità ancora Yugoslavia, da ottantenne assieme ad una giovane donna ingaggiata proprio per aiutarlo nel viaggio. Qui la scrittrice mescola sapientemente ricordi e passato, presente e futuro, esperienze e storia politica dei nostri territori, un periodo vergognoso dove Mussolini voleva decimare ed annientare le popolazioni slave bandendole da Trieste oppure integrandole nei peggiori dei modi cioè slavazando ( in dialetto triestino significa lavando e denudando i cognomi quindi italianizzandoli togliendo le origini, dove un cognome come Vodapivec diventava Bevilacqua) e la protagonista essendo Slovena sposata con un croato, ci si ritrova a dover viverlo.

Un romanzo complesso ma bello, intenso! Mi ha fatto riflettere parecchio stanotte, dopo averlo terminato.
Il messaggio che ne ricavo è che dove c'è rispetto c'è amore, dove c'è amore c'è rispetto. E che pochi passi, solo tre, possono cambiare tutto. Se lo leggete capirete!