domenica 3 novembre 2019

Aquileia, prima edizione di Gaudeamus 2019: tradizioni, enogastronomia, giochi, storia e cultura

E' appena terminata  la prima edizione di Gaudeamus, un evento nato con l'intento di far conoscere le prelibatezze gastonomiche, i pregiati vini e le aziende, grandi e piccole, di artigianato o contadine di questo territorio così ricco di storia e di cose buone  della bassa pianura friulana che è, appunto, Aquileia. 
Io ci sono stata, collaborando come avviene da un po', con la "piccola Fattoria Cumugnai" di Alessio Sverzut e di Catia Bernardis portando gli animali della fattoria, la produzione della lana delle piccole ma preziose e soprattutto coccolone pecore D'oussant, la trattura della seta e la storia dei bachi da seta che Alessio ricomincia ad allevare. Il nostro intento è quello di riprendere una attività che sembra scomparsa ma non lo è, per produrre filo e usare i bozzoli in cosmesi come già facevano da secoli chi è venuto prima di noi.
La giornata di sabato è iniziata con una piccola transumanza di tre asini ed una cavalla dalla fattoria fino a dove si svolgeva l'evento. Ho visto arrivare, io stavo già li a preparare il nostro gazebo con i banchetti, uno stuolo di ragazzini sorridenti e felici di aver passeggiato con questi splendidi animali. Il sorriso stampato in faccia e la serenità che trasmettevano è stata una delle cose più belle, di quelle che ti riempiono davvero il cuore.
Poi la giornata è continuata tra un acquazzone e l'altro ma c'è stato tempo anche di giocare con tutti gli animali e di assaggiare cose davvero buone come la polenta rossa, il mais Ros ( ha i chicchi di mais rossi scuro ed è tipica della zona di Aquileia) e uno spezzatino di cinghiale da leccarsi i baffi! Una bontà speciale davvero!

Ma ecco alcune foto che mi auguro vi possano far capire la bellezza dello stare a contatto con animali e i bimbi, grandi e piccini.


 gli asini Lucio, Gigetto e Cleo



e i pastori Lagorai; Asso, Stracciatella, Cati e Odino
Una allegra dolcissima banda, li adoro!


 le pecore d'oussant Achille Penelope e la piccola Diana
Achille (che è quello di color più chiaro) è un gran furbaccione! vuole un sacco di coccole e se non gli fai i grattini si fa capire bene che li vuole dandoti dei colpi con la testa!


 i nove pulcini di galline di razze miste ma stavano al calduccio sotto alla piastra e uscivano solo per mangiare ma li sentivi pigolare forte
 il dolce Gigetto

due conigliette che si facevano accarezzare molto volentieri dai bimbi pure loro
 Ed ecco la cavalla Cloe che ad un certo punto ha iniziato a comportarsi in modo strano, poi abbiamo capito perchè si annoiava ma quando ha smesso di piovere e sono tornati i bambini è stata felice di farli scorazzare in giro per il recinto!

Inoltre abbiamo incontrato tanti amici e persone nuove che ci sono venuti a trovare come la cara Cristina Ravara Montebelli e suo marito, lei gestisce la pagina su fb "Seta Silk Serico" e sono venuti apposta a conoscerci perchè non è da tutti essere così pazzi da allevare bachi da seta o autoprodursi la lana! E' stato davvero un bel ed interessante incontro anche perchè lei è una archeologa....era da star li ore a parlare! bhe, intanto ci siamo conosciuti, poi sicuramente ci saranno altre occasioni di rincontrarci.

Dovevamo essere presenti anche oggi, domenica, ma le condizioni atmosferiche decisamente avverse hanno fatto decidere ad Alessio che era meglio riportare gli animali in fattoria  e, di conseguenza, non essere presenti anche oggi, peccato! 

venerdì 18 ottobre 2019

MORENO ROSSI ED IL MONDO PHREMA


Ho incontrato Moreno Rossi nel 2015 e in questi anni ho imparato a conoscere lui ed il suo mondo. Ora vorrei presentarlo a voi. 

Moreno Rossi

Moreno è un viaggiatore nel corpo e nello spirito, il suo percorso all’interno del mondo del tessile e del tappeto è iniziato quasi vent’anni fa con lo scopo di studiarne le simbologie.
Ha viaggiato tanto per sperimentare sul campo quanto studiato sulla carta ed apprendere sempre di più. Tra le prime mete India e Turchia e a seguire tanti altri luoghi indimenticabili che hanno alimentato e accresciuto la sua passione per il mondo del tessile. Questo suo vagabondare lo ha portato a conoscere tutti i processi artigianali e ad approfondire le sue conoscenze nel campo dei filati creati dalle popolazioni dei luoghi che ha visitato.


Nel 2016 organizza un viaggio in Nepal. È stato un viaggio di gruppo “padri e figlie” che l’hanno condotto nella valle di Katmandu dove, oltre all’omonima città, ha visitato anche le città di Patan e Bhaktapur. I suoi passi l’hanno guidato al di fuori delle solite rotte turistiche per conoscere gli artigiani locali che tramandano il loro sapere di generazione in generazione: filatori, annodatori, tintori... Mani esperte e sapienti che, ripetendo antichi gesti, creano opere uniche e di gran pregio.
Ha incontrato anche gente comune entrando nelle loro case, vivendo il loro quotidiano e condividendo il loro semplice cibo.
Da questo viaggio è ritornato arricchito umanamente, oltre che professionalmente, e con l’idea di avviare una collaborazione con gli abili Maestri artigiani incontrati per creare una sua linea di tappeti personalizzati, con disegni e colori su richiesta, e allo stesso tempo dare, grazie al lavoro svolto in sinergia con la gente del luogo, un aiuto concreto al popolo nepalese.

La sua idea includeva anche l’importazione dei filati usati tradizionalmente dalle popolazioni del luogo: le caldissime lane di pecora che vivono nella catena Himalaina e di Yak, ricche di lanolina e particolarmente adatte alla creazione di stuoie e tappeti, tutte lane temprate dalla vita in alta quota degli animali. E poi ancora ortica, juta e canapa, tutti “doni della natura” che andrebbero riscoperti.


Le lane importate dovevano essere cardate (o pettinate) e filate rigorosamente a mano, tinte con coloranti vegetali o minerali: in questo modo le tradizioni della filatura Nepalese e delle popolazioni di origine tibetana non sarebbero andate perse.




Il destino, il fato, o se preferite il karma, ha rallentato il suo progetto ma Moreno non si è arreso e così nel 2019 è nata Phrema, la sua azienda, che si dedica con passione e amore all’importazione di filati e alla creazione di tappeti personalizzati dalle caratteristiche uniche.

Ora il suo viaggio continua. Entra nel G.R.E.A.T. (Gruppo di Ricerca Ecosostenibilità Attività Tessili), creato dall’Enfap di Gorizia con il sostegno della regione Friuli Venezia Giulia, per promuovere lo studio, lo sviluppo e la creazione del tessile ecosostenibile.

Se volete saperne di più visitate il sito:  www.phrema-design.com
 la sua pagina FB. @phremadesign  oppure la sua pagina instagram: phrema-design



Moreno and the World of Phrema

I met Moreno in 2015 and over time I got to know him and his own world. And now I would like to introduce him to you.
He is a passionate traveller with a strong spirit of adventure. He has always been passionate about handicraft and antique trade and this passion began when he decided to study the meaning of rugs of symbols and motifs. It has been almost 20 years.
He has travelled a lot since absolutely needed to see for himself what he has already studied and increase his knowledge on professional issues. He visited India and Turkey and other amazing places which inspired him and allow him to expand his knowledge.
In 2016, he left for Nepal where visited Katmandu, Patan and Bhaktapur. He knew lots of artisans and experts and learnt from them the major elements of the creation process and the techniques handed down from generation to generation. Expert hands which create unique goods.
He met local people and spent some time with them as well, as a real traveller and not just a tourist. In fact, you're never going to know a place as intimately as the people who live there. These experiences enriched him, both personally and professionally.
He came back and decided to collaborate with the master artisans he had known to explore the endless possibilities of rug design and with custom and bespoke service. Thanks to these collaborations and his job, he wanted the help the population of Nepal as well.
He wanted to import yarns traditionally used by the local people as the beautiful Bhyanglung sheep wool and the yak wool with their high-lanolin content (perfect to create rugs), and the Chyandra goats cashmere. He also chose nettle, jute and hemp, real nature's treasures that should be rediscovered.
The imported wools should have been hand-carded (or combed) and hand-spun. Then Moreno chose vegetal and mineral dyes and not chemical ones in full respect of the tradition.
But destiny, fate (or maybe karma) slowed down his project and changed his travelling companions. Moreno didn't give up a single run and in 2019 he finally founded his own company, Phrema, which is specialised in the import of yarns for the textile industry and in bespoke rugs.
And his journey goes on. He joined G.R.E.A.T. (research group regarding the environmental sustainability in the textile industry), created by the Enfap Association of Gorizia to promote the environmental sustainability in the textile industry.

If you would like to learn more, please visit his website:  https://www.phrema-design.com/
His Facebook page @phremadesign or Instagram profile phrema-design


lunedì 30 settembre 2019

La casa senza finestre

"La casa senza finestre" di Nadia Hashimi
È il quarto libro della Hashimi che leggo e per la quarta volta è una conferma di quanto mi piace questa scrittrice di origini afgane. riesce a scrivere e raccontare delle donne afgane e di come vengono trattate dopo i talebani e lo fa in modo gentile, pur trattando argomenti terribili, lei invece lo fa in modo leggero e sublime, dando voce ai fatti e alle donne che si ribellano al patriarcato e a tutto ciò che ne consegue.

In questo libro racconta la storia di Zeba e della sua famiglia, un marito e quattro figli, un maschio primogenito ormai grandicello e delle tre figlie la più piccola di un anno o poco più ancora in allattamento, figli che le sono portati via e che non può più vedere . Lei ama la sua famiglia e pure suo marito anche se negli anni l' amore è sparito e ha lasciato il posto ad un uomo scontroso e violento. Il tutto comincia quando lo trova morto ammazzato nel giardino di casa, lei è confusa e spaventata, tanto che si ritrova inginocchiata sporca del suo sangue e non ricorda niente. Viene accusata di omicidio e portata in prigione di Chil Mahtab, quaranta lune, "la casa senza finestre" appunto una prigione per solo donne il tempo minimo che una donna condannata deve passarci. Un posto dove finiscono le donne come Zeba, dietro le quali gli uomini nascondono la propria debolezza; o quelle troppo pericolose, che non stanno zitte; o, ancora, quelle la cui vita è stata rovinata in nome di un onore che non appartiene a nessuno, di sicuro non agli uomini. Con loro, Zeba stringerà amicizie e legami: perché c'è più aria nella casa senza finestre che nel mondo là fuori. Ma incontra un giovane avvocato deciso a difendere le donne e a seguire la legge che c'è ma viene travisata. E nel contempo ritrova il suo passato. Riusciranno a salvarla da una decapitazione certa? Non ve lo dico neanche morta, leggetevelo! Merita davvero!

martedì 10 settembre 2019

E SI SFERRUZZA !

E  finalmente le temperature sono scese! In agosto con quel caldo pazzesco non riuscivo proprio a lavorare col filo e mi son presa una piccola pausa e ho appofittato per leggere parecchio.

ora però si sta divinamente!

e il mio caro maritino mi ha beccata in un momento di ferruzzo estremo

Cosa sto facendo? una maglietta per me, in cotone, che in realtà doveva essere finita da un bel pò ...


La sto lavorando in top down con ferri n, 3 e del bellissimo cotone turchese!
Adoro il turchese, mi mette calma e mi da una bellissima sensazione di freschezza, proprio come i torrenti di montagna. Il nostro fiume Fella ha proprio questi colori.
Dovrei averne in abbondanza anche per farmi un golfino da usare in abbinamento!
Se non basta ci aggiungerò del bianco o del beige.
Avanti tutta prima che arrivi l'inveno !

lunedì 9 settembre 2019

I PASSI CHE CI SEPARANO

 

"I passi che ci separano"
di Marian Izzaguirre

Romanzo ambientato a Trieste, la mia Trieste, negli anni '20 ma attraversa tutto il secolo con salti temporali e facendoci conoscere tre generazioni. La scrittrice, spagnola, riesce a parlare di Trieste e della nostra amata Bora in modo sorprendentemente preciso! E i ricordi dell'uomo protagonista assieme al suo amore di gioventù, si mescolano con i miei! Un grande amore , nato " per caso" in un giorno di Bora, un violoncello, quello del marito di lei, fu galeotto. Da li parte una storia d' amore intensa e problematica ma che vince anche di fronte al periodo più buio, quello fascista. Lei si troverà a dover rinunciare, e non abbandonare, come poi verrà spiegato proprio a questa figlia diventata in seguito adulta, perché lui in un viaggio di comiato vorrà tornare sia a Trieste che in Slovenia...a dir la verità ancora Yugoslavia, da ottantenne assieme ad una giovane donna ingaggiata proprio per aiutarlo nel viaggio. Qui la scrittrice mescola sapientemente ricordi e passato, presente e futuro, esperienze e storia politica dei nostri territori, un periodo vergognoso dove Mussolini voleva decimare ed annientare le popolazioni slave bandendole da Trieste oppure integrandole nei peggiori dei modi cioè slavazando ( in dialetto triestino significa lavando e denudando i cognomi quindi italianizzandoli togliendo le origini, dove un cognome come Vodapivec diventava Bevilacqua) e la protagonista essendo Slovena sposata con un croato, ci si ritrova a dover viverlo.

Un romanzo complesso ma bello, intenso! Mi ha fatto riflettere parecchio stanotte, dopo averlo terminato.
Il messaggio che ne ricavo è che dove c'è rispetto c'è amore, dove c'è amore c'è rispetto. E che pochi passi, solo tre, possono cambiare tutto. Se lo leggete capirete!

venerdì 23 agosto 2019

Alle origini della fata






Alle origini della fata
La donna e la sua psiche allo specchio

Di Carla Lomi
Edizioni della Meridiana
Questo libro è uno scrigno prezioso, una marea di informazioni! Questo saggio parla si di fate e della differenza tra la fata Melusina e Morgana, ma anche e soprattutto, del mondo femminile, di più...tratta dei miti, delle Dee e delle tradizioni antiche. Ci racconta di come l'umanità è passata dall'essere a contatto con Madre Natura , che un tempo era Sacra, al distacco odierno , passando per l'inquisizione che ha snaturato la donna della sua femminilità, le sue conoscenze di guaritrice e medichessa, per arrivare ad oggi dove è sotto gli occhi di tutti la privazione del vero Sacro in nome di un dio soldo e di un potere sulle persone invece di usare il potere interiore in accordo con le nostre capacità, i nostri talenti e quindi va da se alla perdita totale di valori.
Le note a volte sono ancora più ricche del testo. C'è talmente tanto che non volevo staccarmene! Ho ritrovato parti di me stessa che, come un puzzle, hanno finalmente trovato il loro posto facendomi vedere la mia immagine interiore ricostruita, tanto da farmi capire tutte le istruzioni che mia nonna, la mia cara nonna del filo, mi aveva dato prima do oltrepassare il velo. Le fate hanno a che fare col filare, con la tessitura, tessono il destino degli uomini, già lo sapevo ma ora mi è tutto immensamente più chiaro!
Ve lo dico subito non è un libro da leggere come un romanzo, è un libro impegnativo e profondo, immenso!!!!
Se vogliamo salvare la nostra Gea, dobbiamo per forza ritrovare il nostro femminino e devono farlo anche gli uomini che per secoli con estrema misogenia hanno demolito la donna e il tutto in nome di un potere che non sentivano più appartener loro, ma hanno scelto il potere sbagliato.
È un libro importante questo, forse non per tutti, ma io ve lo consiglio con tutto il cuore

Cit: 
Una donna molto femminile ha un' anima maschile.
Un uomo molto virile ha un' anima femminile.

La fata è elemento femminile con doppio filo magico già radicato nella realtà e nel simbolo cioè nella Natura e nella fecondità.

La fata che ha conservato fino a noi l' immagine della dea, liberando, nell'immaginario, le donne dai limiti impliciti di stereotipi dati, è stata ghettizzata, banalizzata, rimossa, relegata entro confini della fantasia infantile.

Concludo dicendo che la fata , prima di essere una fata, è una Donna....e una Donna è importante sappia quanto sia Fata

Conclusione della saga dei Balcani

 E ho finito anche il secondo della saga dei Balcani!



Spettacolare, profondo, quotidiano.
Continua la saga delle sorelle Salom che nel frattempo invecchiano, nascono figli, finisce la guerra, arrivano altre sfide in una Yugoslavia che non riconoscono più. Tutto è più difficile ma le sorelle non mollano, vivono .

Continuo a dire che questa saga ti rapisce e ti incolla alle sue pagine! 



Ed eccolo qui il terzo ed ultimo



Ultimo libro della saga dei Balcani: assolutamente diverso dai primi due. Racconta la vita, i suoi dubbi, amori della figlia di Marko e Blanca, cioè di Vera dai suoi 16 anni in poi. Ormai genitori e zie sono tutti morti, rimangono cugini e parenti più stretti. Lei lavora al consolato e scrive un libro sulla sua famiglia, incontra un compositore che mette in musica e balletto proprio la vita delle sorelle Salomon ma, ma è sposato e..... Riuscirà il loro amore a sopravvivere alla cattiveria tremenda della moglie di lui?! Non ve lo dico neanche sotto tortura!

Il finale mi ha sconvolto ma sotto sotto è esattamente quello che mi aspettavo.


Un libro che non potevo leggere altro se non in questo periodo della mia vita. Mi ha fatto molto riflettere sui rapporti umani, a volte decisamente difficili. Sulla politica e dei suoi risvolti di potere sulle vite dei comuni mortali. Mi ha tenuta incollata, rapita ! 
e, soprattutto, non poteva che essere una storia vera, realmente accaduta.

A volte forse un po' troppo dettagliata nei dialoghi ma proprio quello mi ha rapita, troppo dettagliati per non essere veri! Secondo me questo libro insegna a non giudicare e criticare le vite vissute perché a volte nessuno sa cosa e come vivono le persone. È diverso dai primi due perchè le persone e personaggi sono diversi, tre generazioni a confronto, ovvio che i modi di porsi nella vita siano completamente diversi!


Una grande saga scritta davvero bene! Consigliatissima lettura, tenendosi e leggendola dall'esterno, senza giudizio, senza critica