"La casa senza finestre" di Nadia Hashimi
È il quarto libro della Hashimi che leggo e per la quarta volta è una
conferma di quanto mi piace questa scrittrice di origini afgane. riesce a
scrivere e raccontare delle donne afgane e di come vengono trattate
dopo i talebani e lo fa in modo gentile, pur trattando argomenti
terribili, lei invece lo fa in modo leggero e sublime, dando voce ai
fatti e alle donne che si ribellano al patriarcato e a tutto ciò che ne consegue.
In questo libro racconta la storia di Zeba e della sua famiglia, un
marito e quattro figli, un maschio primogenito ormai grandicello e delle
tre figlie la più piccola di un anno o poco più ancora in allattamento,
figli che le sono portati via e che non può più vedere . Lei ama la sua
famiglia e pure suo marito anche se negli anni l' amore è sparito e ha
lasciato il posto ad un uomo scontroso e violento. Il tutto comincia
quando lo trova morto ammazzato nel giardino di casa, lei è confusa e
spaventata, tanto che si ritrova inginocchiata sporca del suo sangue e
non ricorda niente. Viene accusata di omicidio e portata in prigione di
Chil Mahtab, quaranta lune, "la casa senza finestre" appunto una
prigione per solo donne il tempo minimo che una donna condannata deve
passarci. Un posto dove finiscono le donne come Zeba, dietro le quali
gli uomini nascondono la propria debolezza; o quelle troppo pericolose,
che non stanno zitte; o, ancora, quelle la cui vita è stata rovinata in
nome di un onore che non appartiene a nessuno, di sicuro non agli
uomini. Con loro, Zeba stringerà amicizie e legami: perché c'è più aria
nella casa senza finestre che nel mondo là fuori. Ma incontra un giovane
avvocato deciso a difendere le donne e a seguire la legge che c'è ma
viene travisata. E nel contempo ritrova il suo passato. Riusciranno a
salvarla da una decapitazione certa? Non ve lo dico neanche morta,
leggetevelo! Merita davvero!
lunedì 30 settembre 2019
martedì 10 settembre 2019
E SI SFERRUZZA !
E finalmente le temperature sono scese! In agosto con quel caldo pazzesco non riuscivo proprio a lavorare col filo e mi son presa una piccola pausa e ho appofittato per leggere parecchio.
ora però si sta divinamente!
e il mio caro maritino mi ha beccata in un momento di ferruzzo estremo
La sto lavorando in top down con ferri n, 3 e del bellissimo cotone turchese!
Adoro il turchese, mi mette calma e mi da una bellissima sensazione di freschezza, proprio come i torrenti di montagna. Il nostro fiume Fella ha proprio questi colori.
Dovrei averne in abbondanza anche per farmi un golfino da usare in abbinamento!
Se non basta ci aggiungerò del bianco o del beige.
Avanti tutta prima che arrivi l'inveno !
lunedì 9 settembre 2019
I PASSI CHE CI SEPARANO
"I passi che ci separano"
di Marian Izzaguirre
Romanzo ambientato a Trieste, la mia Trieste, negli anni '20 ma attraversa tutto il secolo con salti temporali e facendoci conoscere tre generazioni. La scrittrice, spagnola, riesce a parlare di Trieste e della nostra amata Bora in modo sorprendentemente preciso! E i ricordi dell'uomo protagonista assieme al suo amore di gioventù, si mescolano con i miei! Un grande amore , nato " per caso" in un giorno di Bora, un violoncello, quello del marito di lei, fu galeotto. Da li parte una storia d' amore intensa e problematica ma che vince anche di fronte al periodo più buio, quello fascista. Lei si troverà a dover rinunciare, e non abbandonare, come poi verrà spiegato proprio a questa figlia diventata in seguito adulta, perché lui in un viaggio di comiato vorrà tornare sia a Trieste che in Slovenia...a dir la verità ancora Yugoslavia, da ottantenne assieme ad una giovane donna ingaggiata proprio per aiutarlo nel viaggio. Qui la scrittrice mescola sapientemente ricordi e passato, presente e futuro, esperienze e storia politica dei nostri territori, un periodo vergognoso dove Mussolini voleva decimare ed annientare le popolazioni slave bandendole da Trieste oppure integrandole nei peggiori dei modi cioè slavazando ( in dialetto triestino significa lavando e denudando i cognomi quindi italianizzandoli togliendo le origini, dove un cognome come Vodapivec diventava Bevilacqua) e la protagonista essendo Slovena sposata con un croato, ci si ritrova a dover viverlo.
Un romanzo complesso ma bello, intenso! Mi ha fatto riflettere parecchio stanotte, dopo averlo terminato.
Il messaggio che ne ricavo è che dove c'è rispetto c'è amore, dove c'è amore c'è rispetto. E che pochi passi, solo tre, possono cambiare tutto. Se lo leggete capirete!
venerdì 23 agosto 2019
Alle origini della fata
Alle origini della fata
La donna e la sua psiche allo specchio
Di Carla Lomi
Edizioni della Meridiana
Questo libro è uno scrigno prezioso, una marea di informazioni! Questo saggio parla si di fate e della differenza tra la fata Melusina e Morgana, ma anche e soprattutto, del mondo femminile, di più...tratta dei miti, delle Dee e delle tradizioni antiche. Ci racconta di come l'umanità è passata dall'essere a contatto con Madre Natura , che un tempo era Sacra, al distacco odierno , passando per l'inquisizione che ha snaturato la donna della sua femminilità, le sue conoscenze di guaritrice e medichessa, per arrivare ad oggi dove è sotto gli occhi di tutti la privazione del vero Sacro in nome di un dio soldo e di un potere sulle persone invece di usare il potere interiore in accordo con le nostre capacità, i nostri talenti e quindi va da se alla perdita totale di valori.
Le note a volte sono ancora più ricche del testo. C'è talmente tanto che non volevo staccarmene! Ho ritrovato parti di me stessa che, come un puzzle, hanno finalmente trovato il loro posto facendomi vedere la mia immagine interiore ricostruita, tanto da farmi capire tutte le istruzioni che mia nonna, la mia cara nonna del filo, mi aveva dato prima do oltrepassare il velo. Le fate hanno a che fare col filare, con la tessitura, tessono il destino degli uomini, già lo sapevo ma ora mi è tutto immensamente più chiaro!
Ve lo dico subito non è un libro da leggere come un romanzo, è un libro impegnativo e profondo, immenso!!!!
Se vogliamo salvare la nostra Gea, dobbiamo per forza ritrovare il nostro femminino e devono farlo anche gli uomini che per secoli con estrema misogenia hanno demolito la donna e il tutto in nome di un potere che non sentivano più appartener loro, ma hanno scelto il potere sbagliato.
È un libro importante questo, forse non per tutti, ma io ve lo consiglio con tutto il cuore
Cit:
Una donna molto femminile ha un' anima maschile.
Un uomo molto virile ha un' anima femminile.
La fata è elemento femminile con doppio filo magico già radicato nella realtà e nel simbolo cioè nella Natura e nella fecondità.
La fata che ha conservato fino a noi l' immagine della dea, liberando, nell'immaginario, le donne dai limiti impliciti di stereotipi dati, è stata ghettizzata, banalizzata, rimossa, relegata entro confini della fantasia infantile.
Concludo dicendo che la fata , prima di essere una fata, è una Donna....e una Donna è importante sappia quanto sia Fata
Conclusione della saga dei Balcani
E ho finito anche il secondo della saga dei Balcani!
Spettacolare, profondo, quotidiano.
Continua la saga delle sorelle Salom che nel frattempo invecchiano, nascono figli, finisce la guerra, arrivano altre sfide in una Yugoslavia che non riconoscono più. Tutto è più difficile ma le sorelle non mollano, vivono .
Continuo a dire che questa saga ti rapisce e ti incolla alle sue pagine!
Ed eccolo qui il terzo ed ultimo
Ultimo
libro della saga dei Balcani: assolutamente diverso dai primi due.
Racconta la vita, i suoi dubbi, amori della figlia di Marko e Blanca, cioè di
Vera dai suoi 16 anni in poi. Ormai genitori e zie sono tutti morti,
rimangono cugini e parenti più stretti. Lei lavora al consolato e scrive
un libro sulla sua famiglia, incontra un compositore che mette in
musica e balletto proprio la vita delle sorelle
Salomon ma, ma è sposato e..... Riuscirà il loro amore a sopravvivere
alla cattiveria tremenda della moglie di lui?! Non ve lo dico neanche
sotto tortura!
Il finale mi ha sconvolto ma sotto sotto è esattamente quello che mi aspettavo.
Un libro che non potevo leggere altro se non in questo periodo della
mia vita. Mi ha fatto molto riflettere sui rapporti umani, a volte
decisamente difficili. Sulla politica e dei suoi risvolti di potere
sulle vite dei comuni mortali. Mi ha tenuta incollata, rapita !
e, soprattutto, non
poteva che essere una storia vera, realmente accaduta.
A volte forse
un po' troppo dettagliata nei dialoghi ma proprio quello mi ha rapita,
troppo dettagliati per non essere veri! Secondo me questo libro insegna a
non giudicare e criticare le vite vissute perché a volte nessuno sa
cosa e come vivono le persone. È diverso dai primi due perchè le persone
e personaggi sono diversi, tre generazioni a confronto, ovvio che i
modi di porsi nella vita siano completamente diversi!
Una
grande saga scritta davvero bene! Consigliatissima lettura, tenendosi e
leggendola dall'esterno, senza giudizio, senza critica
venerdì 5 luglio 2019
Il PROFUMO DELLA PIOGGIA NEI BALCANI
Finito questa notte, e ho subito iniziato il secondo! Perchè in realtà si tratta di una saga, gli altri sono:
- Fiori di tiglio nei Balcani
- Il tramonto nei Balcani
Ringrazio per il consiglio di lettura la mia amica, fidata spacciatrice di titoli, Antonella.
E' la storia di una famiglia ebrea sefardita che vive a Sarajevo. Tutto inizia quel 28 giugno 1914, festa di San Vito, quando le bambine più piccole,
Blanki e Riki, figure centrali di tutta la vicenda, vogliono veder
passare l’automobile dell’arciduca Francesco Ferdinando, in visita a
Sarajevo con la moglie Sofia, rimasti nell’occasione vittime
dell’attentato da cui avrà inizio la prima
guerra mondiale, continua nel periodo di pace tra le due guerre e termina con la fine del conflitto
Mi ha rapita, incollato alle pagine e non avevo pace
neanche durante il giorno perché mi chiedevo se sarebbero riuscite ad
attraversare la guerra. Eh no non vi svelerò proprio nulla, leggetevelo!
Certi personaggi, soprattutto Milos, una pigna! Ma questo dimostra che
la scrittrice è riuscita a dare ad ogni personaggio dei connotati ben
precisi. È un libro che parla principalmente di donne, della loro forza,
tenacia e resilienza ma anche delle loro debolezze umane, dei loro
dubbi. Le possiamo veder maturare durante la loro vita e quindi
apprezzare .
Inoltre ci ho trovato una buona parte di cose che già conoscevo, i Balcani non sono lontani da me, parla di una Jugoslavia che ora politicamente non c'è più, anche se solo ne accenna la storia e forse qualcuno apprezzerebbe un racconto più approfondito, a me piace così perché è quello che ho sempre vissuto, così vicino e così lontano, una presenza scontata ma discreta, perché vivere sul confine ti fa essere ne carne ne pesce ma ti fa apprezzare entrambi per la diversità che arrichisce.
Ora sono davvero curiosa di leggere il seguito.
martedì 25 giugno 2019
FAGAGNA: MOSTRA "MORARS E GALETE"
Tradizioni e storia del nostro Friuli in una mostra a Fagagna, poco sopra Udine, MORARS E GALETE cioè gelsi e bozzoli.
La mostra è visitabile solo il sabato e la domenica, mattine e pomeriggio e avete ancora l'ultimo fine settimana di giugno per poterla visitare.
Davvero una gran bella mostra che vi consiglio di andare a vedere anche solo con occhio storico sulla tradizione che era molto praticata qui in Friuli perchè serviva alle famiglie per arrotondare e far quadrare i conti, praticamente tutti in cucina allevavano per due mesi questi piccoli ma voraciccismi bruchi, poi vendevano alle filande i bozzoli e questo ha permesso alle famiglie di arrotondare le entrate e magari di comperare ciò che più serviva o di fare i corredi.
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| sarebbe davvero utile poterlo consultare |
ho fatto una foto del filmato dove si poteva vedere filare il bozzolo dall'interno
Ecco questa era la parte che più mi interessava perchè voglio provare a produrre il filo per poi usarlo nella lavorazione a tombolo, ci riuscirò? Non lo so ma voglio provarci.
la foto è sfuocata, lo so, ma questo intreccio permette di realizzare il filo, mi servirà!
questo aggeggio serviva per tagliare le foglie di gelso per i bruchetti quando erano ancora piccini.
e niente potevo andare a casa senza prendere il catalogo della mostra? no, andava fatto e già che c'ero ne ho preso anche uno per Alessio della Piccola fattoria Cumugnai con la quale collaboro, e Alessio i bachi li alleva già. Ho rischiato di averne un pò a casa ma non sono ancora pronta per non farli crepare di fame...mi auguro di si per il prossimo anno! Intanto studio ma ho proprio bisogno di voi piccoli preziosi mostriciattoli!
Una mostra davvero interessante, completa e ben strutturata. E' stato utile ed interessante anche parlare con il signore che faceva la guardia, mi ha dato diverse dritte perchè anche lui era felice di sapere che c'è chi vuole portare di nuovo in auge questa tradizione.
Francamente, dopo la bellezza di due ore perchè mi son guardata ogni dettaglio, non volevo andarmene, sarei rimasta li molto volentieri perchè so che certi dettagli mi sono sfuggiti ma, per fortuna, ho il libro con tutte le foto....avrò di che divertirmi!
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